sabato 10 marzo 2012

REINDIRIZZAMENTO SITO NUOVO



FASE POLITICA NUOVA
ORGANIZZAZIONE POLITICA NUOVA

www.cpoa-rialzocosenza.blogspot.com

venerdì 17 febbraio 2012

PROCESSO SUD RIBELLE. ULTIMO ATTO?


Giovedì 23 febbraio h.10 presidio di solidarietà davanti la cassazione a roma per l'ulitmo atto del processo noglobal
si stanno organizzando pulmini per il 23/2 con partenza da cosenza, per info contattateci a questa mail: rialzo@autistici.org oppure 3273694595.

di seguito l'appello alla mobilitazione:

Dal G8 del luglio 2001 ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. I cambiamenti prodotti sul movimento da quel vertice sono stati epocali. L'uccisione di Carlo in primis, la violenta repressione di piazza, gli arresti, la paura e il conseguente allontanamento da qualsiasi ambito di lotta politico-sociale di quanti hanno vissuto quelle giornate nel terrore di una carica e delle manganellate. Ma quelle giornate ci raccontano anche la resistenza di quanti invece hanno continuato indomiti e, forse, ancora più convintamente a lottare per le proprie idee. Dai movimenti contro le discariche campane ai disoccupati pugliesi passando per i movimenti studenteschi e le lotte contro la precarietà, per il diritto all’abitare e alla cittadinanza dei migranti fino al movimento no tav, no ponte ecc. che i governi, e i suoi apparati repressivi, cercano di far passare per criminali e sovversivi con denunce e arresti atte a sfiancare e tacitare milioni di uomini e donne che non accettano più di subire la violenza del neoliberismo e delle sue leggi. Milioni di uomini e donne che hanno fatto della democrazia partecipazione diretta anziché delega rappresentativa. Ma dietro queste lotte c’è l’idea di un mondo diverso e non teoremi sovversivi, un mondo fatto di uguaglianza e giustizia sociale. Idee che vengono processate nelle aule dei tribunali per il sol fatto che fanno tremare poltrone e privilegi del potere costituito. Oggi come ieri, a chi lotta dal basso e non accetta compromessi di sorta con le devastazioni ambientali e sociali che i signori al potere vogliono imporre alle popolazioni a favore degli interessi delle lobby, viene riservato un trattamento da criminale. Capri espiatori per tranquillizzare l’opinione pubblica che forse si sta accorgendo che quello che subiamo quotidianamente è frutto di un sistema malato, che rende sempre più ricco chi già lo è e allarga sempre di più l’oceano dei poveri. In questi 11 anni il conflitto ha cambiato volto: da diffuso a corporativo mentre, invece, lo Stato ha affinato le proprie tecniche repressive diventando, al tempo stesso, simbolo di impunità con l'ausilio di leggi fasciste. Leggi che nel decennio precedente erano state quasi congelate ed oggi vengono abusate dagli apparati repressivi per tacitare qualsiasi forma di dissenso. Le 11 condanne di Genova, le archiviazioni per la morte di Carlo e dei tanti altri morti di Stato che, dal 2001 ad oggi, hanno disegnato questo Stato che si autoassolve ed un movimento che, nonostante la situazione frastagliata, continua ad opporre resistenza con lotte dal basso. Soprattutto in questo periodo di crisi. Crisi che il movimento no global aveva saputo analizzare e anticipare. La globalizzazione era sotto casa e tutti facevano finta di non vederla. Ora sta distruggendo tutte le piccole economie salvaguardando solo gli interessi speculativi di coloro che l'hanno prodotta. Siamo, infatti, al fallimento della politica che, dominata dall'economia, agita fantasmi insurrezionalisti, atti ad intensificare la criminalizzazione e repressione dei movimenti popolari in ogni luogo, e in ogni sigla, del Bel paese. L’operazione no tav ne è la prova lampante. Ieri erano solo gli ambiti anarchici ed antagonisti ad essere inquisiti oggi è toccato pure a sindacalisti, iscritti al partito e rappresentanti del popolo. Questo la dice lunga sullo stato della democrazia in Italia e su quello che ci aspetta per il futuro. Il 23 e il 25 febbraio non saranno solo momenti di testimonianza e solidarietà a sostegno del Sud Ribelle e dei No Tav ma saranno momenti per rilanciare concretamente un movimento che non può e non deve più avere paura di esprimere le proprie idee.

23 febbraio 2012 Roma ore 10.00
presidio sotto la Cassazione per il processo Sud Ribelle


25 febbraio 2012 tutti in Val Susa!


Coordinamento Liberi tutt*

venerdì 27 gennaio 2012

LA VAL DI SUSA PAURA NON NE HA


LA VAL DI SUSA PAURA NON NE HA
IL MOVIMENTO CHE NON SI ARRESTA
CONTRO LA REPRESSIONE DEL MOVIMENTO NO TAV
E DI TUTTE LE LOTTE SOCIALI

Nelle ore scorse gli apparati di repressione dello stato coordinati dalla questura di Torino nella persona del procuratore capo Caselli, hanno condotto una maxi operazione contro il movimento NO TAV. 41 i compagni perquisiti e schedati. 26 i compagni ai quali è stata disposta la “misura di custodia cautelare”.

Anche a Cosenza il compagno Giuseppe Tiano, sempre in prima linea in ogni lotta contro ogni forma di ingiustizia sociale, per la difesa del territorio e dei diritti di migranti e lavoratori, è stato oggetto di perquisizione e schedatura presso l'ormai tristemente noto ufficio politico della questura di Cosenza.

Obiettivo stroncare i comitati resistenti che da decenni lottano contro la devastazione del territorio valsusino, reprimere ed abbattere il più importante esempio di lotta di popolo organizzata che si registra sul territorio nazionale, dividere tra buoni e cattivi un movimento che dalla valle si è rapidamente diffuso in tutta Italia registrando una partecipazione massiccia da Palermo ad Aosta in ogni occasione di ogni chiamata delle popolazioni valsusine.

Mentre i partiti dell'intero arco costituzionale dalla Lega al PD manifestano il loro apprezzamento alla magistratura e alle forze dell'ordine, plaudendo per la fermezza nella conduzione di un'operazione che ha loro dire ha sgominato le frange violente del movimento, gli arresti delle ore scorse rimandano alla mente un film già vissuto sul nostro territorio quello che ha visto come vittime i compagni della rete del sud ribelle, arrestati con l'accusa di sovversione dell'ordine politico ed economico nazionale ed internazionale, per i quali il 23 febbraio prossimo si terrà presso la corte di cassazione l'udienza che potrebbe riaprire una vicenda nera per la storia del nostro “democratico paese”.


Le reazioni e la solidarietà contro l'ennesimo assurdo teorema di stato sono state immediate.
Presidi sotto le prefetture in molte città. Occupazione del tetto di Trenitalia a Roma.
Una fiaccolata a Bussoleno che ha visto la partecipazione di oltre dieci mila persone.
L'annuncio per i prossimi giorni di una manifestazione nazionale in val di susa con le “RESISTENZE DI TUTTA ITALIA”.


CONTRO LA REPRESSIONE ATTIVA E PREVENTIVA
SABATO 28 GENNAIO 2012 ORE 17.00
P.ZZA XI SETTEMBRE - COSENZA
PRESIDIO DI SOLIDARIETA' AGLI ARRESTATI
PER L'IMMEDIATA SCARCERAZIONE DEI COMPAGNI


COMITATO LIBERITUTTI - COSENZA

giovedì 26 gennaio 2012

SIAMO TUTTI NO TAV


L'operazione repressiva scattata stamane contro gli attivisti no tav conferma che il sistema ha paura e l'unica arma che conosce è quella repressiva. Un sistema che cerca di delegittimare movimenti popolari e conflittuali con l'ipotesi che non tutti i partecipanti alla grandissima manifestazione del 3 luglio scorso erano valligiani ma solo criminali scesi in valle per creare disordini.
Ma la lotta contro la tav è una lotta che investe tutt*, anche quelli che devono ancora nascere. Oltre ai danni ambientali e sociali i costi della tav stanno indebitando le generazioni future per arricchire le solite lobby finanziarie. Siamo tutti no tav, anche a Cosenza dove stamane un nostro compagno, Giuseppe, è stato perquisito e portato in questura per l'operazione no tav. Un nuovo teorema in stile Sud Ribelle che cerca di raccontarci un'altra lotta, un'altra valle. In quella valle c'eravamo e l'unica violenza che possiamo raccontare è quella degli uomini in divisa che hanno caricato e sparato lacrimogeni ad altezza d'uomo, dagli elicotteri. Ma il movimento non si arresta, e non basteranno ne trenta ne trecento arresti a fermare chi lotta dal basso e resiste all'aggressione neoliberista ed alla dittatura del capitale.

COMITATO LIBERITUTTI COSENZA

sabato 31 dicembre 2011

ODIO IL CARCERE







venerdì 23 dicembre 2011

BUON NATALE ANTIFASCISTA

IN NOME DI SAN PRECARIO


Caro San Precario,

sono una delle tante precarie di Cosenza, vittima della giungla lavorativa.

Sono cassiera di uno dei tanti grandi supermercati, sono lavoratrice a progetto in uno dei tanti call center, sono una migrante, una pensionata,una lavoratrice in nero, una precaria della pubblica amministrazione.

Sono sempre io che pago le riforme necessarie, che devo fare i sacrifici per far uscire l'economia dalla crisi. Come se l'avessi creata io la crisi, come se avessi investito io nei titoli tossici o avessi fatto le leggi che precarizzano il mercato del lavoro.

Io, invece, sono quella parte nascosta e silenziosa della società che permette all'economia di girare, alle merci di essere vendute e prodotte, ai servizi di essere garantiti, al mercato di ingrassare pochi padroni e banchieri.

Svolgo il mio lavoro con il ricatto che incombe sempre sulla mia testa: mentre non ho la garanzia di un reddito devo sempre pagare un affitto, devo fare spesa, devo mantenere me o un intera famiglia.

Lavoro costantemente sottopagata, perchè in questa giungla siamo un intero e numeroso esercito di disperati pronti ad offrire il proprio cervello, le proprie braccia, a qualsiasi prezzo pur di avere un po' di reddito.

Lavoro costantemente umiliata, perchè sono come un suddito davanti al proprio sovrano che in qualsiasi momento può dirmi che sono “inutile” o “superflua” perchè lo dice il mercato.

Intanto una pensione che mi permetterà di sopravvivere non ce l'avrò mai, perchè non avrò mai visto l’ombra di un contributo previdenziale.

Vivo senza nessuna prospettiva, senza nessun futuro, senza nessun progetto, nemmeno sogno perchè non ci sono sogni che durano qualche mese, come i miei contratti.

Vivo incattivita, perchè quello che ho di fianco è il mio rivale che lotta contro di me, per una miseria da portare a casa e non è il mio fratello, compagno e amico che dovrebbe lottare con me, insieme a me, contro chi ci sfrutta.

Coì, mentre un esercito di disperati è costretto a sottostare ad un ricatto quotidiano per sopravvivere, pochi padroni, banchieri e speculatori si arricchiscono spudoratamente grazie alla nostra precarietà. Mentre la maggior parte della società non arriva a fine mese, il 10% si prende più della metà della ricchezza.

Nel frattempo i governi, di qualsiasi colore, fanno a gara per tassarci e precarizzarci ancora di più e risucchiare ai nostri danni, la richezza necessaria alle banche per garantire compensi milionari a banchieri plurimilionari.

San precario mi rivolgo a te, perchè voglio unire questa marea precaria diffusa!

Perchè è arrivato il momento di imporre il nostro punto di vista, il punto di vista del 99% della società che paga una crisi che non ha creato.

Non ho fatto la brava quest'anno, ho lottato, resistito e combattuto. L'anno prossimo sarò ancora più cattiva..

Perchè voglio il reddito per uscire dal ricatto quotidiano, per avere diritti senza dover elemosinare nessun favore.

Perchè voglio il diritto all'insolvenza: non pagherò nulla di questo debito illegittimo creato dagli speculatori e dai padroni. Non pagherò nulla e anzi mi riprenderò tutto quello che ho prodotto e non mi è stato pagato, tutto quello che hanno accumulato grazie al mio sfruttamento quotidiano.

Non voglio essere più precaria, perchè non me ne frega nulla di ascoltare il mercato ma mi interessa costruire la giustizia sociale per garantirmi e garantire eguaglianza, dignità e diritti.

Non abbiamo bisogno di farci rappresentare, siamo già il 99% della società.

Non ascolteremo nessun governo delle banche, imporremo il punto di vista dei precari,

Il punto di vista del 99% della società!

San Precario, illumina il nostro cammino ! amici, fratelli, compagni, precari lui è il solo santo che ci può salvare, l'unico Santo che non vuole preghiere ma chi chiede lotta e resistenza per far valere i nostri diritti!

PUNTO SAN PRECARIO COSENZA